mercoledì 7 marzo 2012

CHE CI FACCIO IO IN PALESTINA?

Che ci faccio io in Palestina?

“La codardia chiede: è sicuro? L’opportunismo chiede: è politico? La vanità chiede: è popolare? Ma la coscienza chiede: è giusto? E arriva il momento in cui si deve prendere una posizione che non è né sicura, né politica, né popolare, ma si prende perché è giusta.” Martin Luther King

Ecco perchè sono qui, la mia coscienza me lo ha imposto. Come scrissi più di un anno fa a Vittorio Arrigoni in una mail:
«la pulizia etnica che sta avvenendo quotidianamente contro il popolo palestinese e l'incredibile silenzio dei media su tale atrocità mi hanno disgustato fin troppo e la mia pazienza ha raggiunto il limite della sopportazione, devo fare qualcosa per potermi continuare a guardare allo specchio senza provare irritazione; non posso più continuare a vivere tranquillamente "facendo finta di niente": come ha detto il nostro caro Che "ogni uomo deve essere capace di sentire sulla propria guancia lo schiaffo dato a qualunque altro uomo" questa frase la sento mia, adesso più che mai [...]»
Questa la sua risposta:
«Il tuo curriculum è certamente interessante, ma ribadisco, una esperienza dall’altra parte del muro è importante per farti le ossa, prima di poter venire con noi qui a Gaza. Oltre a questo, la violenza dei coloni nei dintorni di Hebron si è notevolmente intensificata nelle ultime settimane, e c’è bisogno di attivisti anche laggiù oltre che qui […] Un abbraccio resistente dalla Striscia. Vik»
Quindi eccomi ad Hebron con l'ISM (International Solidarity Movement) e per sapere cosa faccio andate a consultare la pagina internet  http://palsolidarity.org/ ma detto in parole semplici “osservatore” internazionale, detto in modo politically correct “attivista per I diritti umani”.
Siccome si leggono molto spesso delle stupidaggini su internet, riguardo gli attivisti dell'ISM, non siamo nè terroristi, nè stipendiati da nessuno...e soprattutto nessuno di noi ha voglia di fare l'eroe o il martire, abbiamo tutti una gran voglia di vivere ma di vivere bene, e fino a che esisteranno esseri umani maltrattati e insultati quotidianamente, io non posso essere felice. Cerchiamo in tutti i modi di evitare le situazioni di pericolo e siamo certi che la nostra presenza qui riduca I maltrattamenti nei confronti dei palestinesi e migliori la loro vita perchè nelle difficoltà il non sentirsi soli e abbandonati è forse l'aiuto più importante.
A chi poi mi chiede, ma perchè proprio la Palestina? Non potevi fare del bene anche in Italia? Certo che potevo fare del bene anche in Italia (come del resto potevo anche far finta di niente) ma credo che in Palestina adesso si stia consumando una pulizia etnica inaccettabile nel ventunesimo secolo e sinceramente fra aiutare un bambino che affoga e un'anziana ad attraversare la strada io senza dubbio aiuto il bambino!
Nel prossimo articolo vi racconterò delle storie... Storie vere di sofferenza, di umiliazioni, di terrore, di famiglie palestinesi continuamente maltrattate dai coloni e dai soldati...Storie che io stesso ho raccolto.
A presto!

What am I doing in Palestine?

"Cowardice asks the question, 'Is it safe?' Expediency asks the question, 'Is it politic?' Vanity asks the question, 'Is it popular?' But, conscience asks the question, 'Is it right?' And there comes a time when one must take a position that is neither safe, nor politic, nor popular, but one must take it because it is right. “ Martin Luther King

That's why I'm here, my conscience forced me As I wrote over a year ago to Vittorio Arrigoni by email:
«Ethnic cleansing occurring daily against the Palestinian people and the incredible silence of the mass media about atrocities disgusted me and my patience has reached the limit of endurance, I have to do something because when I look at me in the mirror I feel irritation, I can no longer continue to live and "to pretend nothing happened" in the words of our dear Che: "every man must be able to feel on his cheek the slap-up to any other man" I agree this sentence, now more than ever […]» This is his answer:
"Your curriculum is certainly interesting, but an experience on the other side of the wall is important to cut your teeth before join with us in Gaza. Moreover, the violence of the settlers near Hebron has greatly intensified in recent weeks, and we need activists there as well [...] A resistant hug from the Strip. Vik "
So, here I am, in Hebron with the ISM (International Solidarity Movement) and to know what I'm doing, please visit the web page  http://palsolidarity.org/ but simply I'm an International "observer" politically correct "human rights activist".
As you can read a lot of crap on the internet often, about the ISM activists, we are not terrorists and nobody give us salary ... and last but not least none of us wants to be a hero or a martyr, we all have a great desire to live happy and until humans exist abused and insulted every day, I can not be happy. We try in every way to avoid dangerous situations and are confident that our presence here will reduce the maltreatment of Palestinian people and better their lives because in the difficult not to feel alone and abandoned is perhaps the most important help.
To friends of mine asking me, why in Palestine? Could not you do people good in Italy? Of course I could (as well as I might to ignore it) but I think now in Palestine is happening an unacceptable ethnic cleansing and sincerely between helping a child drowning and an old man crossing a road, no doubt I help the baby!
In the next article I'll tell you stories...True stories of suffering, humiliation, terror, Palestinian families continually abused by settlers and soldiers... Stories that I have noted.
See you soon! 

4 commenti:

  1. grazie ...grazie a nome di tutti noi , Palestina nel cuore

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    1. Grazie a voi per leggermi!! un abbraccio

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  2. La penso esattamente come te, con un po' di palle in meno. Grazie di tutto. Un bacio da Napoli.

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    1. Grazie a te Moma..non si tratta di avere palle, è solo un fatto di scelte personali, e ricorda che anche tu puoi fare molto da casa: evitando ad esempio di compare prodotti israeliani (quelli con il codice a barre che inizia con 729) informando i tuoi amici e unendoti alle varie forme di protesta che cercano di attirare l'attenzione su questo problema..Da questo punto di vista Napoli è viva! (http://www.youtube.com/watch?v=PXUFyXK8Ark) L'importante è vivere consapevolmente..Un abbraccio a te e tutta Napoli dalla Palestina resistente!

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